Diceva Mark Twain, "E' più facile ingannare la gente piuttosto che convincerla di essere stata ingannata"
Omero è una continua fonte di frustrazione per gli archeologi, per i filologi e tutti i commentatori... centinaia di pagine con migliaia di nomi, eventi, riferimenti, località ecc. che però finiscono con il confondere le idee anziché aiutarci a chiarirle. Ma se invece la soluzione fosse diversa da quelle faticosamente elaborate nei secoli dai letterati? Perché Omero continuava a lodare l'arte dell'inganno? Perché dormiva... o perché è lui che ha ingannato tutti per 3000 anni? E i miti sono soltanto delle belle favole oppure nascono da eventi reali di cui si comincia solo ora a intravvedere l'origine?

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martedì 25 marzo 2025

Un nuovo riconoscimento

 

Ricevuto come regalo il libriccino "Indagine su Ulisse", piece teatrale in cui si parla... di me! E ho scoperto una cosa nuova! Che conferma la validità del mio lavoro. Nel mio libro L'ASTUTO OMERO, commentando la discesa nell'oltretomba dei Proci uccisi da "Ulisse", ho scritto "Quando il giovane finisce la sua triste storia con la strage e la morte di tutti i pretendenti, l’Atride Agamennone, anziché consolare le povere vittime, prorompe in una esclamazione quanto mai significativa:
E a lui l’ombra dell’Atride diceva:
Felice Laerziade, Odisseo ingegnoso,
con grande virtù ti scegliesti la sposa;
che nobile cuore ha avuto la fedele Penelope,
figlia d’Icario, che buon ricordo serbò d’Odisseo,
del suo sposo legittimo! Per questo non morrà mai la fama
del suo valore, e ai terrestri un canto faranno
i numi, glorioso per la fedele Penelope (XXIV, 192-198)
Ma a chi sta parlando? Ad Anfimedonte, ad Ulisse che si trova ad Itaca, oppure all’anima di Ulisse che si trova proprio lì a poca distanza, nell’oltretomba?" Ebbene, come fa notare la professoressa Benedetta Colella, non a caso qui si usa la parola προσεφώνεεν (verso 191): il verbo"pros-foneo" significa “parlare girandosi verso qualcuno".